Anche lo stomaco vuole la sua parte


Che fatica! Lo stomaco accoglie tutto il cibo che viene consumato. Se mettessimo una telecamera all’interno, potremmo vedere l’arrivo di tutte le parti alimentari nella cavità gastrica. Il pane, la carne, la verdura, il vino, l’acqua, i dolci... Lo stomaco, quindi, comincia a contrarsi per mescolare il carico arrivato nella cavità gastrica. Lo fa tre volte in un minuto con il fine di ridurre le parti alimentari in piccole, omogenee porzioni di 1-3 millimetri. Cioè, deve mettere ordine al nostro disordine alimentare. Mangiare con voracità vuol dire ingerire cibo di dimensioni più grandi. Se una persona deglutisce una porzione di tre centimetri di carne, verdura, pasta o pane, obbliga il suo stomaco a contrazioni continue, forti e prolungate per ridurre le dimensioni alimentari, appunto, a 1-3 millimetri. Lo stomaco trasforma i pezzi degli alimenti ingeriti in chimo. Solo quando tutto il cibo ingerito è stato trasformato a dimensioni omogenee, il chimo (il prodotto finale delle contrazioni) passa dalla cavità gastrica, attraverso il piloro, nel duodeno per iniziare la digestione intestinale. Il tempo in cui il cibo ingerito resta all’interno della cavità gastrica si chiama digestione gastrica. Ogni alimento ha il suo tempo di permanenza all’interno dello stomaco. Il riso e altri cereali, come chicchi integrali cotti, ci restano circa un’ora, la pastasciutta circa tre, il tonno sottolio circa sei (vedi tabella). Una lunga permanenza nella cavità gastrica del cibo può generare reflusso gastroesofageo, bruciori, sensazione globosa dell’addome sopra l’ombelico, eruttazione, malessere…


COSA E COME MANGIARE?

Lo stomaco preferisce cibo liquido (minestre, passati di verdure, creme vegetali, minestroni, centrifugati, latti vegetali), caldo, crudo finemente tritato, sminuzzato in piccole porzioni, ben masticato. Queste condizioni del cibo arrivato nello stomaco agevolano le contrazioni gastriche e riducono nettamente il tempo di permanenza nella cavità gastrica. Occorre, cioè, evitare una lunga permanenza degli alimenti nello stomaco per iniziare ad avere la migliore digestione gastrica e intestinale. Una lunga permanenza del cibo, favorisce rigurgiti di acido cloridrico dallo stomaco all’esofago, con bruciori assai fastidiosi. Non si può mangiare con voracità, non masticare, non pensare al tempo del cibo all’interno dello stomaco, avere bruciori di stomaco, avere reflusso gastroesofageo, ernia iatale e credere di risolvere tutto con un farmaco o con prodotti contro l’acidità di stomaco. Si elimina il sintomo ma non si risolve la causa!

CINQUE MOSSE PER UN MIGLIOR RAPPORTO CON IL CIBO

Mangiare in grande quantità nel più breve tempo possibile è un comportamento sempre più diffuso. Si preferisce la sensazione della pienezza alle stimolazioni sensoriali gustative e olfattive. La persona che ha questo tipo di rapporto con il cibo mangia di più e non prova piacere. Il risultato? Oltre a un netto aumento di peso corporeo, dopo il pasto compare un sonno profondo, in particolare dopo cena. Avere la tendenza a divorare il cibo, inoltre, è causa di reflusso gastroesofageo, ernia iatale, gas ed eruttazioni post prandiali, disturbi gastrici e intestinali. Spesso il vorace non ha autostima. Si sente sempre non adeguato.

Ecco, allora, alcuni consigli da tenere a mente per un sano rapporto con il cibo:

  • Ridurre gli alimenti in piccole porzioni prima di ingerirli, al fine di diminuire il loro tempo di permanenza all’interno dello stomaco.

  • Rendersi conto che si sta mangiando e che il cibo ingerito dovrà percorrere l’intero tubo intestinale lungo ben 9-10 metri!

  • Dedicare tempo al pasto per provare piacere gustativo e olfattivo.

  • Esaltare i piatti con odori e sapori per provare il piacere sensoriale nel mangiare.

  • Ridurre i cibi solidi e preferire piatti con alimenti liquidi: zuppe, minestre e passati di verdura, che stimolano una rapida sazietà e non restano troppo a lungo nella cavità gastrica.

RIMEDI NATURALI CONTRO L’ACIDITÀ

Una bevanda calda aiuta lo svuotamento dello stomaco. La classica limonata calda, ad esempio. Accanto a un cambio di alimentazione, consiglio di usare la fitoterapia per il controllo dell’acidità senza bloccare la secrezione gastrica di acido cloridrico. Alcune piante medicinali sono ricche di polisaccaridi ad azione lenitiva e protettiva come aloe, altea e malva in grado di creare una sorta di muco protettivo vegetale-minerale, simile a quello prodotto dallo stomaco e in grado di aderire alla mucosa gastrica proteggendola da fenomeni irritativi e bruciore senza alterare la naturale acidità dello stomaco.

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