Come riconoscere la tallonite


Con il termine ‘tallonite’ vengono indicate una serie di condizioni dolorose relative al tallone, l'osso più grande e più forte delle 26 ossa presenti all'interno del piede, quello che assorbe l’impatto del piede quando colpisce il suolo e che ci dà la spinta necessaria per camminare. Ma, poiché quando camminiamo carichiamo sul tallone una pressione pari al doppio del nostro peso, questo fa sì che il tallone diventi anche l’osso più vulnerabile e il più esposto.


CHE COS'È

La patologia si caratterizza per un’infiammazione localizzata in corrispondenza del calcagno definita anche come talalgia plantare, tallodinia o dolore calcaneare. La caratteristica principale è un forte dolore localizzato dietro o sotto il piede. Può scomparire nell’arco di una settimana, anche se a volte è causata da un problema più serio che va trattato il prima possibile. A soffrire di tallonite sono, per lo più, gli sportivi, la cui tendenza a sollecitare, in maniera energica, la regione bassa del corpo e gli arti inferiori tende a delegare alle gambe il maggior carico e, quindi, il più alto rischio di infortunio. Questo tipo di infortunio è tuttavia riscontrabile in qualsiasi categoria di individuo, soprattutto in presenza di alcuni fattori in grado di favorirne l’insorgere, come ad esempio un'errata scelta delle calzature.


LE CAUSE

Quella dell’errata scelta delle calzature è una delle possibili cause per l’infortunio noto come tallonite. Soprattutto in caso di pratica sportiva intensa e regolare la protezione del tallone risulta essenziale per ridurre il rischio di tale problematica. Una patologia che può tuttavia presentarsi ugualmente in caso di un trauma di particolare entità, così come in presenza dello “sperone calcaneare", una crescita fuori norma del tratto osseo nell’area del calcagno. Tale anomalia non esaurisce tuttavia le possibili cause di tallonite, che possono essere di natura infiammatoria (come la fascite plantare o una tendinite dell’achilleo) oppure legate a disturbi metabolici come la gotta, l’artrite reumatoide o altre patologie di carattere reumatico.


I SINTOMI

Il dolore arriva in maniera graduale, senza manifestare segnali d’avvertimento. Spesso si innesca indossando una scarpa bassa come, per esempio, dei sandali. Questo perché le scarpe basse e piatte possono allungare la fascia plantare al punto tale da gonfiare la zona e scatenare la tallonite. Nella maggior parte dei casi, il dolore si presenta sotto il piede, verso la parte anteriore del tallone. I sintomi tendono a peggiorare appena alzati dal letto al mattino e dopo un periodo di riposo durante il giorno. Con un po’ di attività, la condizione spesso migliora, tuttavia può peggiorare nuovamente verso la fine della giornata.


I RIMEDI

La stragrande maggioranza delle persone affette da tallonite guarisce grazie a trattamenti conservativi, pensati appositamente per evitare misure drastiche come un intervento chirurgico nel breve periodo.

Ecco i rimedi più consigliati per chi soffre di tale patologia…

Antiinfiammatori: alleviano il dolore e combattono l’infiammazione in caso di fascite plantare.

Esercizi di stretching legati alla stimolazione plantare. Uno di questi prevede il posizionamento dei piedi in corrispondenza dell’angolo formato tra pavimento e parete, di modo che la punta risulti piegata verso l’alto e si eserciti tensione sulla pianta del piede.

Corticosteroidi e onde d'urto: sebbene non sia una soluzione a lungo termine, perché questo rimedio può indebolire la fascia plantare, aumentando di molto il rischio di rottura e il restringimento del cuscinetto adiposo che ricopre il calcagno. Il riposo è sempre consigliato nei primi giorni dopo l’infortunio.

L'artiglio del diavolo: soprattutto in caso di problemi di tipo infiammatorio, così come il salice bianco, ad azione analgesica simile a quella dell’aspirina.

Il ghiaccio: va posato sulla zona interessata dalla tallonite per circa 15 minuti, mai direttamente sulla pelle, ma sempre avvolto con uno straccio per evitare scottature.

Calzature: è necessario indossare scarpe che favoriscano il buon supporto del tallone e sostituirle ad intervalli regolari.

Poggiapiedi: bisognerebbe approfittare di ogni momento libero che si ha a disposizione per poggiare i piedi su qualcosa di morbido e rivolto verso l’alto.

148 visualizzazioni

©2020 Reg.Trib.CS n. 1 del 12.02.2020.