Disturbi del sonno: russamento e apnee


Se è vero che il russare rappresenta già un disturbo fastidioso, è altrettanto vero che in molti casi, è sintomo di una patologia più grave, la cosiddetta sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome), caratterizzata da ripetuti episodi di occlusione delle vie aeree superiori durante il sonno. In particolare, queste apnee comportano microrisvegli continui, brevi e inconsapevoli, e sono associate a una pericolosa riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue. L’apnea notturna è una patologia emergente che si diffonde sempre più tra la popolazione e rappresenta una sfida impegnativa per il medico otorino, sia sul piano diagnostico che su quello terapeutico.

CHE COS’È?

L’OSAS è una malattia da non sottovalutare: chi ne soffre ha un rischio maggiore di sviluppare ipertensione arteriosa, infarto o ictus cerebrale, oltre ad obesità e diabete. Inoltre, chi è affetto da questa sindrome prova spesso un senso continuo di affaticamento ed un’eccessiva sonnolenza diurna, che aumenta il rischio di essere coinvolti in incidenti lavorativi e stradali. Nonostante ciò, anche a causa di una grande disinformazione, soltanto una piccolissima parte di coloro che soffrono di apnee notturne è in cura per risolvere questa patologia, senza sapere che identificandola tempestivamente è possibile trattarla con la giusta terapia, riducendo il rischio di patologie correlate e migliorando la qualità della vita.

TIPOLOGIE: CENTRALI E OSTRUTTIVE

Sostanzialmente esistono due tipi di apnee notturne: quelle centrali e quelle ostruttive. Le prime sono dovute a un disturbo dei centri nervosi che controllano l’automatismo del respiro: in tal caso si arresta l’impulso nervoso che fa muovere i muscoli respiratori. Nelle seconde invece l’episodio apnoico è dovuto ad un improvviso blocco meccanico delle vie respiratorie durante il sonno, e rappresentano la forma più comune della patologia, con un'incidenza del 2% della popolazione femminile e del 4% di quella maschile.

QUALI SINTOMI

L’OSAS è spesso molto difficile da diagnosticare perché il paziente può essere asintomatico o non riconoscere i sintomi. Come fare quindi per capire se si soffre di apnee ostruttive nel sonno? In generale, i sintomi più comuni della sindrome delle apnee notturne sono:

Sintomi notturni: russamento, pause respiratorie, sonno frammentato da frequenti risvegli, risvegli con sensazione di soffocamento, nicturia (l’esigenza di urinare nel corso della notte) e sudorazione notturna.

Sintomi diurni: stanchezza al risveglio, scarsa concentrazione con deficit di memoria, mal di testa mattutini, disturbi dell’umore ed eccessiva sonnolenza diurna. Quello che è importante sapere è che solo in seguito a un esame specifico (polisonnografia), il medico potrà capire se soffrite effettivamente di apnee notturne e stabilire la corretta terapia da seguire.

TERAPIA, ANCHE A TAVOLA

Oggi le terapie per combattere russamento e apnee notturne sono estremamente personalizzate e spesso multi-disciplinari. Per il russamento o le forme più lievi di OSAS il medico può suggerire una semplice terapia comportamentale o posizionale, basata sulla riduzione del peso e su una corretta igiene del sonno. Ci sono poi forme medio-severe per le quali potrebbero essere necessari altri tipi di interventi. In ogni caso, per diagnosticare il disturbo e identificare la terapia giusta per ogni situazione occorre sempre rivolgersi a un medico specializzato in medicina del sonno.

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