Le acque termali curative


Bronchiti, otiti, asma, malattie della pelle, patologie osteoarticolari e circolatorie si possono curare anche a casa, ma alle terme si rinforza il sistema immunitario e si ottengono risultati soddisfacenti anche a livello di prevenzione e durata dei benefici. L’importante è scegliere le acque giuste. Un soggiorno di dieci giorni in Spa aiuta a curare e prevenire i disturbi cronici, grazie anche al clima e alla pressione atmosferica, che stimolano le difese immunitarie e il rilascio delle beta endorfine, responsabili del benessere. Un tempo si andava alle terme perché si stava bene, senza però sapere da che cosa dipendesse questo benessere. Oggi la scienza ha dimostrato che acque e fanghi termali sono così benefici perché contengono sostanze preziose, come minerali e microalghe, che intervengono nei processi infiammatori, nella funzionalità respiratoria, nell’iperattività cutanea, nelle vasculopatie, nelle patologie artroreumatiche, favorendone regressione e risoluzione. È importante ricordare che si deve ricorrere ai trattamenti termali solo quando la malattia è in fase cronica, ovvero almeno uno o due mesi dopo il fatto acuto o prima, a scopo preventivo e scegliendo la sorgente termale con le acque e/o i fanghi più adatti per la propria patologia.


GUIDA ALL’ACQUA GIUSTA

Le acque salso-bromo-iodiche Sono simili all’acqua marina, infatti le fonti sono situate lungo le coste o in aree che, in tempi remoti, erano coperte dal mare. Contengono, principalmente, cloruro di sodio, iodio, bromo e sono note per la loro azione antinfiammatoria. Danno ottimi risultati nel trattamento delle patologie artroreumatiche con balneoterapia e fanghi a 46/48°C. Dopo il fango, quando i muscoli sono più sensibili e ricettivi, è consigliabile sottoporsi a un massaggio fisioterapico per ampliare i benefici del trattamento termale. Le vasculopatie periferiche trovano giovamento con la vascoterapia. Si cammina in due vasche, in modo alternato e controcorrente, riempite una con acqua termale calda e una fredda (5/10°C di escursione) per riattivare la circolazione.

Le sulfuree Contengono almeno 1 mg di acido solfidrico per litro e sono, particolarmente, indicate per curare le malattie di orecchie, naso e gola, bronchi, attraverso inalazioni, aerosol, humage, nebulizzazioni, ventilazioni polmonari. Le acque sulfuree sono ottime per risolvere le otiti infantili, usandole per insuflazioni endotimpaniche. Sono usate anche nelle malattie osteoarticolari, del ricambio, cutanee e ginecologiche, sotto forma di balneoterapie (bagni in acqua termale a temperatura tra i 34 e i 37°C).

Le solfate, cioè a base di zolfo, favoriscono i processi digestivi e sono benefiche per fegato e vie biliari. Sono, invece, sconsigliate nel caso di ulcere e calcoli della colecisti; si assumono con l’idropinoterapia (acqua da bere su indicazione medica). Con il trattamento di balneoterapia, vengono usate in dermatologia in virtù del loro effetto esfoliante, disintossicante e antiseborroico.

Le acque salse Sono ricche di cloruro di sodio e sono utilizzate nelle cure idropiniche per curare alcuni disturbi dell’apparato digerente: dispepsia gastrica o biliare, discinesie biliari e stipsi.

Le radioattive Contengono ridotte tracce di radon (validate con decreto ministeriale), si sono rivelate efficaci nel trattamento delle cefalee, dello stress psico-fisico, dei problemi articolari post traumatici e da osteoartrosi. Svolgono un’azione sedativa e analgesica sul sistema nervoso centrale e periferico, vasodilatativa e ipotensiva. La terapia si effettua mediante bagni in vasca.

Le bicarbonato-calcio-magnesiache Sono acque indicate per trattare le pelli sensibili e intolleranti, ma anche eczemi, dermatite atopica, psoriasi.

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