Non si dimagrisce tutti allo stesso modo


È la domanda più ricorrente sui gruppi Facebook Dieta Social. Tutti chiedono informazioni sui motivi della variabilità del peso corporeo da persona a persona. Noi, come ripeto spesso, non mangiamo le calorie, ma le molecole contenute negli alimenti. Sarebbe troppo semplice pensare di ridurre le calorie giornaliere e dimagrire. Il dimagrimento è un atto molto più complesso.


MACCHINA PERFETTA

Il ponderostato è il sistema di controllo sul peso corporeo esercitato dall’ipotalamo, il regista ormonale e metabolico dell’intero organismo. È un complesso di 13 neuroni, pesa attorno a quattro grammi, è sempre “sveglio” e controlla le funzioni vitali: battito cardiaco, ritmo respiratorio, pressione arteriosa, temperatura corporea, attività sessuale, fame, sazietà, sete, rabbia, gioia, piacere alimentare e sessuale… le nostre reazioni al variare delle emozioni di ogni giorno. Resetta tutte queste funzioni vitali sul nostro peso o, meglio, sulla composizione corporea. Quindi, l’ipotalamo tende a “conservare “ in modo stabile il peso al livello su cui ha resettato le funzioni vitali, che sono svincolate dalla nostra volontà. Per questo motivo, molte persone conservano il loro peso in modo stabile per tutta la vita, con variazione solo di alcuni chili. Io, ad esempio, peso 72 chili da quando avevo vent’anni. Il mio ipotalamo ha registrato le mie funzioni vitali su 70 chili. Numerose persone che stanno seguendo il metodo di alimentazione consapevole hanno avuto importanti variazioni del peso. Si sentono più vitali, con maggiore sensazione di energia. Il loro ponderostato ha accettato il modello basato sulla qualità molecolare dei singoli pasti, non sul calcolo giornaliero delle calorie come, invece, succede nelle diete ipocaloriche.


DAL PESO CORPOREO ALLA COMPOSIZIONE

Ciascuno di noi ha il suo peso che è la somma di massa grassa, massa magra muscolare, ossa e acqua corporea. Varia in rapporto al variare delle quattro parti del corpo. Con il passare degli anni si tende a perdere massa magra, acqua e ossa, e si accumula grasso che si localizza, in particolare, nell’addome e nella parte superiore del corpo. Un’efficace e valida diagnosi di composizione corporea, con le sue varie parti anatomiche, la si può avere attraverso un’analisi Dexa (Dual energy x-ray absorptiometry) total body, eseguibile in ogni ospedale e centro diagnostico pubblico e privato. Con questa indagine si può conoscere con serietà scientifica la nostra effettiva età biologica. Certo va saputa “leggere” clinicamente e non solo numericamente. Si può eseguire un’altra indagine, meno precisa della Dexa, che può fornire un’accettabile diagnosi di composizione corporea: si chiama impedenziometria.


IL GIUSTO EQUILIBRIO

Con la Dexa total body si può conoscere il rapporto tra massa magra muscolare e massa grassa, definito set point (punto di equilibrio). Avere un set point sbilanciato a favore della massa grassa accumulata, ne impedisce la perdita oppure provoca una diminuzione lenta. Questo perché la capacità di “bruciare”, di ossidare i grassi, è nettamente ridotta. C’è, dunque, un set point, un rapporto alterato tra massa magra muscolare e massa grassa. Ecco il motivo per cui molti hanno risultati splendidi e altri scarsi. Occorre spostare la nostra conoscenza dall’energy gap (vecchia dietologia con diete ipocaloriche) al set point (ponderostato). Con un punto di equilibrio negativo occorre realizzare un determinato recupero di massa magra muscolare con attività aerobica ed esercizi di resistenza. Con il solo cibo si ottengono risultati scarsi o nulli.


ENERGY GAP

Pretendere di dimagrire solo riducendo il cibo è davvero uno scenario superato. Chi ancora ragiona in questo modo non è entrato nel nostro modello di alimentazione consapevole e non avrà un risultato adeguato. Non è che il metodo di alimentazione consapevole in questi casi non funzioni: è che la persona ha un set point negativo, deve modificare la sua composizione corporea. È un lavoro metabolico gigantesco ridurre chili di grasso corporeo che va visto con estrema lucidità, uscendo dal gossip dietetico oggi dominante. Dimagrire vuol dire perdere solo massa grassa e migliorare il proprio set point, per poi consolidare il risultato raggiunto, mantenendo invariato il peso forma raggiunto. Questo per consentire il reset delle funzioni vitali da parte dell’ipotalamo che adatta tutto al nuovo peso. Occorre tenere fermo il nuovo peso per almeno sei mesi per “fissare” per sempre un nuovo set point vitale nell’ipotalamo. Variarlo in continuazione stimola l’ipotalamo, il ponderostato, a portare di nuovo il peso della persona al valore iniziale, a prima dell’inizio del metodo molecolare di alimentazione consapevole.

Professor Pier Luigi Rossi

164 visualizzazioni

©2020 Reg.Trib.CS n. 1 del 12.02.2020.