Se il pH è acido sei a rischio carie


Purtroppo la formazione della carie dipende oltre che da una cattiva igiene orale, anche dal pH della saliva. Non soltanto spazzolino e dentifricio servono a eliminare la placca batterica, che è il primo insediamento della carie, ma anche la saliva, con le sue caratteristiche, esercita un’influenza diretta sulla salute dei nostri denti. La sua composizione ha un pH neutro (valori da 6.5 a 7.5) ma, a causa dell’ingestione di cibo e bevande, viene modificata momentaneamente fino a tornare a livelli normali dopo un paio di ore dall’assunzione di cibo. Un ambiente della bocca troppo acido e in cui l’acidità permane a lungo (valore pH inferiore a 6.5), come nel caso di chi non si spazzola i denti dopo i pasti o chi nell’arco della giornata ingerisce cibi con molto zucchero, contribuisce alla formazione di un eccesso di placca batterica che, indebolendo lo smalto dei denti, dà il via al processo cariogeno. Al contrario, quando il pH sale a livelli basici o alcalini (superiore a 7.5) è segno che nella bocca c’è una presenza eccessiva di tartaro, nocivo per le gengive. Ci sono persone più fortunate di altre nella predisposizione alla carie. Queste, anche dopo i pasti (momento in cui il flusso salivare diminuisce) possono contare su una quantità sufficiente di saliva, utile a contrastare l’assalto dei batteri.

La saliva funge, infatti, da tampone contro la formazione della placca batterica e aiuta a ripristinare più in fretta il valore neutro del pH. Va da sé che per sapere che tipo di pH ha la nostra saliva, occorre affidarsi a un dentista per eseguire il test, che non è possibile fare a casa e che di norma può essere ripetuto ogni 4-6 mesi. Con in mano il risultato si potranno avere indicazioni da parte dell’esperto sullo stile di vita da adottare e, se è il caso, farsi prescrivere una cura specifica.

SALVAGUARDARE LA SALUTE DEI DENTI

È importante seguire alcuni accorgimenti. Il primo è quello di evitare il più possibile dolciumi fuori pasto, specie se poi non è possibile adoperare spazzolino e dentifricio. Inoltre, è meglio scegliere alimenti freschi e poco zuccherati, come frutta e verdura, pasta, riso, uova e latticini. Spazzolarsi i denti subito dopo aver mangiato è una condizione indispensabile per non dare ulteriore nutrimento ai batteri già presenti nella bocca. Nel caso in cui, come spesso capita, non si possano lavare i denti, può essere utile masticare un chewing gum senza zucchero che, in qualche modo, simula il movimento meccanico dello spazzolino e contrasta la formazione di germi e batteri grazie alla presenza di fluoro exilytolo. Un altro accorgimento è quello di lavare i denti prima di andare a dormire. Durante la notte, infatti, il flusso salivare e il suo potere di autodetersione diminuiscono e il livello di glucosio all’interno del cavo orale aumenta. Per ridurlo è quindi fondamentale lavare i denti anche prima di coricarsi.

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